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Cabaret e ironia nel circo del Pinter politico

Flying Pinter CircusDa un’idea di Paolo Pierazzini e Dario Focardi è partito da Pisa, per girare molti teatri della toscana, uno spettacolo che ha marchiato un grande punto interrogativo nello spettatore. Si tratta di The Flying Pinter circus [photo], con Simone Faucci, Dario Focardi e Paolo Giommarelli, coproduzione tra La Compagnia del TeatroLux e i Teatri della Resistenza di Pisa.

Una sedia a rotelle vuota portata sulla scena ci rievoca Harold Pinter, ormai malato e alla fine della sua vita, durante la consegna, nel 2005, del premio Nobel per la letteratura. Ma, nonostante tutto, il drammaturgo è ancora forte per sostenere e trasmettere il suo disagio del secolo. Ed è proprio questo disagio che i “tre specialisti alla Tarantino” con magistrale scioltezza ci ripropongono sul palcoscenico, tra sketch cabarettistici e momenti di pura ironia. Un’ironia che si scioglie sul palco durante i dialoghi tra due personaggi che continuano a contraddire quello che avevano detto su se stessi, e che il pubblico, abituato per convenzione, prende per buono. Ma è anche un’ironia che in modo brusco, violento cede il posto ad una drammaticità ancora reale, contemporanea. Lo scrittore cede il posto al cittadino chiedendosi cosa sia vero, cosa sia falso in questo mondo. Nel momento in cui si sente la necessità di vomitare con rabbia la persistenza di guerre, di bombe, all’uranio impoverito. O più semplicemente di morti. L’unica certezza che si ha è che i politici non mirano alla verità, ma al potere. E per consegnare questo è essenziale che la gente rimanga nell’ignoranza.

“I crimini Usa sono sistematici, continui, brutali. Bisogna riconoscere che l’America è riuscita a manipolare freddamente il potere nel mondo mascherandosi da forza del bene universale”. Questo e altri spezzoni del famoso discorso di Stoccolma, verranno spesso proiettati durante la pièce come collante di quel “circo” di un teatro politico che offre al pubblico la riflessione sull’influenza che il sistema politico ha sull’individuo: avere una coscienza propria o voler essere manipolati? Tra i testi citati “Arte, verità e politica – intervento premio Nobel”, “Guai in fabbrica”, “Girls”, “Questo è il tuo problema”, “Precisi” e la poesia “Il morto”.

Maria Francesca Stancapiano

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