Home > Invito A Teatro > IAT 2-8gen > Il teatro canzone di Paolo Fusi a Roma. Emanuela Giordano e Isabella Ragonese debuttano a Lucca mentre a Siena va in scena il circo sociale di Circomondo

IAT 2-8gen > Il teatro canzone di Paolo Fusi a Roma. Emanuela Giordano e Isabella Ragonese debuttano a Lucca mentre a Siena va in scena il circo sociale di Circomondo

Un sincero augurio di buon anno ai fattiditeatro!

#ROMA

2 lun @ Kollatino Underground > PAOLO FUSI & THE OSAMA SISTERS in LA MENZOGNA DI DEDALO: SPERIMENTARE CON IL TEATRO CANZONE, IL MELODRAMMA SPETTACOLARE dell’ UMORISMO POLITICO. Dal 2004 in Germania il gruppo sperimenta il Teatro Canzone, partendo dalle esperienze di Max Goldt e Wiglaw Droste, collegandole all’umorismo politico ed alienato di Olaf Shubert. Commentano l’attualità politica e culturale in un melodramma spettacolare in cui il pubblico viene mescolato agli attori ed ai musicisti. La notte fra il 10 e l’11 settembre 2006, nel quinto anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle di New York, durante lo spettacolo c’era una finta gara canora e chi vinceva aveva diritto ad un volo su un biplano della Prima Guerra Mondiale sulle cattedrali gemelle di Erfurt. L’intervento delle forze dell’ordine e la proibizione dello spettacolo hanno consolidato il progetto, una sorta di musical che, scimmiottando il Festival di Sanremo o il Gran Prix dell’Eurovisione, è diventato con il tempo un appuntamento fisso nelle città in cui la musica alternativa ha maggiore spazio: Berlino, Amburgo, Lipsia, Erfurt, Jena, Weimar, Zurigo. [fino al 3 a Roma e il 6 a Pisa]

5 gio @ T. Vascello > IL PROCESSO di Franz Kafka, adattamento e regia Andrea Battistini. “Qualcuno doveva aver calunniato Josef K. Poiché un mattino, senza che avesse fatto nulla di male, egli fu arrestato…”. Processo, incomprensione, senso di colpa, angoscia, solitudine, oppressione, morte. Il protagonista è processato, e poi condannato per una colpa non commessa, ignota, attribuita a se stesso. “L’ordine mosso da potenze misteriose e imperscrutabili viene portata a compimento. K. viene ucciso da due “figuri” come un cane – disse, e fu come se la vergogna gli dovesse sopravvivere”. [fino al 15]

Il processo - photo: teatropubblicopugliese.it

#MILANO

3 mar @ CRT > Due favole per bambini e adulti di Emma Dante: Gli alti e bassi di Biancaneve + Anastasia, Genoveffa e Cenerentola [leggi il tweet]. [fino all’8]

#TOSCANA

5 gio @ Fortezza medicea – Siena > Quattro giorni di seminari, proiezioni, mostre, spettacoli e laboratori ludici per coinvolgere adulti e bambini: questo è Circomondo, il Festival internazionale di circo sociale che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare i diritti dell’infanzia e ridurre il fenomeno del disagio giovanile. I protagonisti saranno scuole e progetti di circo sociale da Napoli, con la “Scuola di Circo Corsaro” e “Il tappeto di Iqbal”; dall’Argentina, con il “Circo social del sur”; dal Brasile, con “Crescer e viver”; dal Medio Oriente, con la “Scuola di circo palestinese”.  [fino all’8]

6 ven @ T. del Giglio – Lucca > Isabella Ragonese ancora a teatro [leggi la recensione del monologo Lady Grey di Will Eno da lei interpretato]: prima nazionale per La commedia di Orlando liberamente tratto da Orlando di Virginia Woolf, regia e drammaturgia Emanuela Giordano. “Virginia Woolf è figlia diretta di Shakespeare, unica nel miscelare invenzione, gioco, umorismo e profondità, e con Orlando compie un viaggio fantastico in cui il protagonista, come Ulisse, non si pone limiti al desiderio di sperimentare, di agire e di conoscere. Tutto è permesso, e Orlando tutto si concede, alla ricerca forse dell’impossibile, di una vita piena e appagata. La lettura della commedia è talmente stratificata che possiamo permetterci di godere semplicemente del divertimento, del gioco, del guizzo iridescente che accompagna la trama, senza per questo rinunciare ai tanti sensi, alle suggestioni che ci vengono suggeriti: il mito dell’immortalità, del ciclo stagionale della morte e della rinascita, del ricongiungimento nell’unità originaria dei due generi, maschile e femminile, partecipi di uno stesso enigma esistenziale. E la regia si incarna quasi nel personaggio di Virginia Grimsdith, consapevole della limitatezza del nostro possibile vivere, ma non arresa, affascinata da tutto ciò che possiamo scoprire e immaginare ancora, tanto da considerare questa messa in scena come una grande, irrinunciabile occasione, un appuntamento esistenziale e professionale che assomiglia, se non ad un traguardo, ad una prima vera prova d’artista al servizio della storia, della scena, dell’emozione pura” (EG). [fino all’8]

7 sab @ T. Comunale – Castiglion Fiorentino (AR) > Zerogrammi presenta Pasto a due di e con Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea. Sono i fratelli della tragedia senecana Tieste, duri e spietati per brama di possesso, sono ciò che ne rimane, ombre terribili, uccelli della notte, a ricordare Tantalo, espressione di contesa, odio, atrocità. Siedono composti alla tavola imbandita su cui, secondo il racconto del tragediografo latino, si consumerà la più efferata delle vendette. E qui la tragedia già si consuma nello stillicidio della domanda, della possibilità, della speranza vana, nel ribaltamento della logica, nell’eccesso del desiderio, nell’impossibilità della ragione assoluta e nei mostri che il suo sogno produce.


8 dom @ T. Era – Pontedera (PI) > LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI di Bertolt Brecht, musiche originali Hans-Dieter Hosalla. Regia Claudio Longhi, con Umberto Orsini. “Buffa” e mordace parabola satirica sulla corruzione del potere, La resistibile ascesa di Arturo Ui racconta la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita per invenzione dell’autore in una coeva Chicago in cui l’industria magnatizia del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra del gangster Arturo Ui, satirico “alias” di Adolf Hitler.

8 dom @ T. Yves Montand – Monsummano (PT) > MIA FIGLIA VUOLE PORTARE IL VELO di Sabina Negri, con Caterina Vertova e Alice Torriani, regia Lorenzo Loris. Dopo anni di dibattito sul “velo”, il mondo occidentale torna a interrogarsi sulla propria identità e sulle relazioni con la comunità islamica che vive al suo interno. Al centro della questione le donne musulmane: è ammissibile portare il velo in una società che ha fatto della laicità e dell’emancipazione femminile due dei suoi cardini? Il testo scritto da Sabina Negri è liberamente tratto da “Lettera a mia figlia che vuol portare il velo” di Leila Djitli. Fatima è una donna franco-algerina che si è sempre battuta per l’integrazione, la libertà, i diritti delle donne musulmane. Jasmine è sua figlia, ha venticinque anni, e il giorno seguente si deve laureare in medicina. I preparativi per festeggiare l’importante traguardo, che racchiude in sé anche il valore dell’emancipazione, sono in corso. Ma improvvisamente Jasmine rivela alla madre che vuole portare il velo. Le sue parole tagliano l’aria, paralizzano i preparativi della festa, fanno crollare le certezze. Fatima inghiotte la rabbia, cerca di dominare la delusione ma deve rinunciare a proibire.

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