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Daniele Timpano/Aldo Morto recluso per 54 giorni al Teatro dell’Orologio. #fdtalk a distanza con @fattiditeatro

Daniele Timpano ripropone il suo Aldo Morto trasformandolo in un progetto articolato: 54 giorni di prigionia, 54 repliche dello spettacolo (Pasqua compresa), incontri, concerti, approfondimenti. Questo e altro ancora sarà Aldo Morto 54.
fattiditeatro è social media partner dell’evento e propone un #fdtalk:

dal 19 marzo al 9 maggio
dal lunedì al venerdì alle ore 15
#fdtalk
Aldo Morto 54 incontra fattiditeatro
Il prigioniero contemporaneo Timpano ci racconta la sua reclusione comunicando con Twitter. Segui questa chiacchierata informale (followa @fattiditeatro e @aldomorto54), ma sopratutto unisciti a noi intervenendo in questo surreale dibattito tra terrorismo teatrale e teatro terrorista (usa sempre l’hashtag #fdtalk e in seconda battuta #aldomorto54). Il web 2.0 diventerà per Timpano un rifugio, una fuga immaginaria, una culla contro la solitudine della detenzione, ma anche sopratutto un urlo – o un cinguettio! – disperato contro la mistificazione, la violenza, la massificazione, il senso di impotenza, quel vero e proprio compromesso “etico”, non “storico”, che è la base identitaria di questo bel paese.

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Teatro dell’Orologio
16 marzo. 9 maggio

Fondazione Romaeuropa – Teatro dell’Orologio – amnesiA vivacE
ALDO MORTO 54 / 54 giorni di reclusione

un progetto di Teatro dell’Orologio e Daniele Timpano
in collaborazione con Fondazione Romaeuropa
media partner Kataklisma, Tamburo di Kattrin, Grapevine Studio
social media partner fattiditeatro
ideazione e realizzazione della cella Alessandra Muschella
live-streaming Andrea Giansanti
ideazione e realizzazione video teaser Emiliano Martina, Grapevine Studio
progetto grafico Angelo Sindoni
ufficio stampa Donatella Maresca
promozione Bruna Benvegnù, Filippa Piazza
cordinamento sezione Incontri: Bruna Benvegnù, Marzia Pacella, Flavio De Bernardinis, Christian Raimo, Graziano Graziani, Stefano Betti, Dario Morgante
organizzazione Katia Caselli
drammaturgia della prigionia di Daniele Timpano
in collaborazione con Elvira Frosini

Un bel mattino ci sveglieremo e capiremo che siamo morti”
[Claudio Lolli, 1973]

«Desolato, io non c’ero quando è morto Moro. Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov’ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l’ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po’ a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? E perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Aldo! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni ’70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?»

Un attore nato negli anni ’70, che di quegli anni non ha alcun ricordo o memoria personale, partendo dalla vicenda del tragico sequestro di Aldo Moro, trauma epocale che ha segnato la storia della Repubblica italiana, si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo. In scena, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.

Dopo essere stato in scena nella scorsa stagione al Teatro Palladium, torna “Aldo morto”, lo spettacolo di Daniele Timpano che si interroga sul rimosso storico del delitto Moro e lo affronta contestualizzandolo in quegli anni settanta di cui il nostro duemila non è che un prodotto. Lo spettacolo torna per ricordare il  trentacinquennale dalla morte dello statista, trentacinque anni che hanno lasciato una memoria non sempre lucida, spesso distorta da racconti di seconda mano, da immagini televisive e fotografiche ormai iconizzate.

“Aldo morto” diviene ora spunto e fulcro per un  evento totale: il Progetto “Aldo Morto 54”, prodotto dal Teatro dell’Orologio in collaborazione con la Fondazione Romaeuropa. Daniele Timpano, autore e interprete dello spettacolo, si auto-recluderà per 54 giorni, dal 16 marzo all’8 maggio, nella celletta costruita appositamente in una delle sale del Teatro dell’Orologio, dalla quale uscirà ogni sera per mettere in scena il suo spettacolo. Per tutto il periodo verrà realizzato un live streaming che permetterà di seguire la vicenda della prigionia da casa. È stato costruito un apposito canale You Tube ed un sito dedicato (www.aldomorto54.it) dove si potranno seguire tutte le vicende del prigioniero: potremo vedere Timpano che legge il giornale la mattina, Timpano che legge i Quaderni dal carcere di Gramsci, Le avventure di Pinocchio di Collodi  e i comunicati scritti dalle Brigate Rosse, Timpano che incontra nella sua celletta persone volontarie disposte a portare la propria testimonianza su quegli anni, chi li ha vissuti in prima persona, chi ne ha sentito soltanto il  racconto, chi ha affrontato l’argomento sui banchi di scuola; ricordi, emozioni e frammenti della propria storia che diverranno pezzi di un puzzle più grande per offrire un affresco della nostra società.

Lo spettacolo sarà l’unico momento non ripreso dal circuito streaming, un momento unico, intimo che richiede la presenza fisica dello spettatore, la condivisione del punto di vista in una rottura mediatica e catartica del voyerismo. Il lunedì sarà dedicato al cinema, con un seminario curato dal professore Flavio De Bernardinis dal titolo Il cinema e le immagini negli anni Settanta. Il sabato sarà l’occasione della musica con alcuni appuntamenti insieme e protagonisti di quegli anni. La domenica invece sarà l’occasione per degli incontri di approfondimento dedicati a letteratura, teatro e saggistica: si comincerà domenica 24 marzo con Miguel Gotor e Lorenzo Pavolini, continuando con Marco Baliani e molti altri. Saranno organizzati anche degli incontri e dibattiti con i protagonisti di quella storia coordinati da Tamara Bartolini: in occasione della presentazione del suo ultimo libro, sarà presente anche Ferdinando Imposimato, giudice istruttore del rapimento Moro, pronto a svelare il suo punto di vista di persona (molto) informata dei fatti.

Molte di queste iniziative sono in progress e verranno definite nel corso della prigionia. Il 9 maggio, giorno del ritrovamento del corpo di Moro, il progetto si concluderà fuori della cella, presso la sede della Fondazione Romaeuropa, nell’Opificio Telecom Italia, con una serata speciale, a cura di Christian Raimo, il Moro day: una riflessione ampia su quel cinquantacinquesimo giorno che non è mai appartenuto a Moro ma appartiene a  noi italiani che lo abbiamo vissuto,  anche in maniera spesso sin troppo voyeuristica.

IAT 11-17mar: Daniele Timpano, Marta Cuscunà, Roberto Castello

Roma. Dalla Puglia al Teatro Palladium per Puglia in scena: si comincia con Acido fenico. Ballata per Mimmo Carunchio camorrista di Koreja + Sud Sound System (16 e 17). Ai nastri di partenza il progetto di reclusione Aldo Morto 54 di Daniele Timpano, di cui fattiditeatro è social media partner (maggiori info a breve su questo blog). Ben 54 repliche al T. dell’Orologio! (16-8mag). Sempre al T. dell’Orologio L’albero Teatro Canzone presenta CASSANDRA di Christa Wolf con Valentina Martino Ghiglia (12-24). Al T. Argot intanto prosegue la rassegna al femminile La scena sensibile, questa settimana segnalo Pas d’hospitalitè di e con Laura Graziosi (11) ma ci sono anche altri spettacoli. Andando in spazi di ricerca storici e di periferia estrema: DUETTO (HO CHIUSO GLI OCCHI E HO MANGIATO) prosegue le sue repliche all’Atelier del Meta-Teatro (fino al 17) mentre BILLIE la frivola di Rosi Giordano va in scena al T. della Dodicesima di Spinaceto (16). Infine, nel fine settimana ritorna, al CSOA Forte Prenestino, ENOTICA FESTIVAL DEL VINO E DELLA SENSUALITA’ – III EDIZIONE. In programma spettacoli di burlesque e non solo (15-17).

Enotica

Enotica

A Milano arriva lo spettacolo più toccante della stagione: Marta Cuscunà in LA SEMPLICITA’ INGANNATA Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne. Seconda tappa del progetto sulle Resistenze femminili in Italia. Liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine al T. Verdi (15-24). MORIR SÌ GIOVANE E IN ANDROPAUSA (atto unico in 8 quadri e canzoni) di Dario De Luca e Giuseppe Vincenzi, produzione Scena Verticale al T. Filodrammatici (12-17). Le rane di Aristofane, nella versione del Teatro Due di Parma, al T. Elfo Puccini (12-24).

La semplicità ingannata - ph Alessandro Sala/Cesuralab

La semplicità ingannata – ph Alessandro Sala/Cesuralab

Ancora fermento in Toscana: Giancarlo Cauteruccio propone due spettacoli di repertorio a Prato: Panza, crianza e ricordanza al T. fabbrichino (14 e 15) e L’ultimo nastro di Krapp del suo grande amore Samuel Beckett al T. Fabbricone (16 e 17). Si danza al T. Verdi di Pisa con Alice nel paese delle meraviglie di Aterballetto (14). Progetto U.R.T. / ariaTeatro presentano al T. Florida di Firenze Una bella giornata di Dennis Lumborg con Riccardo Bellandi, regia Sarah Biacchi (15 e 16). Triplo appuntamento al Castello Pasquini di Castiglioncello (LI) per la stagione di Armunia: Teatro delle Briciole/Sacchi di Sabbia in POP-UP. Un fossile di cartone animato per la stagione ragazzi (10), I Sacchi di Sabbia con due spettacoli: ABRAM E ISACIL RITORNO DEGLI ULTRACORPI per la stagione adulti (15 con repliche il 16 e 17 al T. Studio di Scandicci). A Pontedera un’occasione per vedere AMORE E CARNE di e con Pippo Delbono e Alexander Balanescu (13). Tornando alla danza, due appuntamenti con i toscani Aldes di Roberto CastelloLa Foresta Incantata, evento di chiusura dell’Executive Board dell’Unesco al T. del Giglio di Lucca (11) e l’affascinante Carne trita al T. Comunale Mecenate di Arezzo (17)

#comunicateatro in tour a Roma (14 e 15 aprile) e a Modena (21 e 22 aprile)

Finalmente, dopo la prima edizione al Centro Culturale Magnolfi Nuovo di Prato in collaborazione con il Teatro Metastasio (e ringrazio ancora, oltre all’ufficio comunicazione del Met, le mie adorabili 16 “cavie” ovvero i partecipanti) #comunicateatro replica in due zone importanti: a Roma, Capitale del teatro italiano, e a Modena, cuore geografico della pimpante Emilia-Romagna.

Sono orgoglioso di annunciare i partner che hanno creduto nel progetto: la Fondazione Romaeuropa e il Teatro dei Venti, realtà molto diverse fra loro ma entrambe saldamente radicate nel loro territorio. Immancabile l’appuntamento con lo spettacolo del sabato sera. Dopo l’Ubu Roi pratese di Fortebraccio Teatro, questa volta la classe romana andrà a vedere il debutto ufficiale del nuovo spettacolo di Daniele Timpano Aldomorto – Tragedia, mentre a Modena potremo assistere alle prove per il riallestimento di Senso Comune, spettacolo prodotto dal Teatro dei Venti finalista al Premio Scenario 2011.

Per maggiori informazioni vi rimando ai siti di Romaeuropa e del TdV:

#comunicateatro > Roma | 14 e 15 aprile (scadenza iscrizioni: 13 aprile)
[L’evento facebook]

#comunicateatro > Modena | 21 e 22 aprile (scadenza iscrizioni: 13 aprile)
[L’evento facebook]

Aldomorto - photo: Futura Tittaferrante

Senso Comune - photo: Dante Farricella