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#Trasparenze2013: mettiamoci il cuore!

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Dopo un bando e una lunga selezione ecco il programma completo di #Trasparenze2013, seconda edizione del progetto di festival e residenze ideato e organizzato da Teatro dei Venti, ATI Teatro dei Segni e Officinae Efesti (qui un post riepilogativo sulla prima edizione, qui lo Storify con tutti i tweet 2012). Anche quest’anno fattiditeatro è media partner. #Trasparenze2013 sarà a Modena dal 29 settembre al 5 ottobre con spettacoli, workshop, incontri, concerti presso il Teatro dei Segni, il Complesso San Giovanni Bosco, Mr Muzik OFF e altri luoghi adiacenti.

Una seconda edizione che vuole ancora di più abitare i luoghi e favorire gli incontri, partendo sempre dall’attenzione per il pubblico di domani, rappresentato dalla #Konsulta, e per chi questi luoghi li vive quotidianamente: un atelier della scena contemporanea dietro casa e a portata di click, seguendo il blog, Twitter, Facebook, Instagram, Vine e l’hashtag #Trasparenze2013. Stiamo preparando un nuovo laboratorio ad hoc per la #Konsulta (che rilancia i temi del laboratorio 2012) con Silvia Mei e Altre Velocità (maggiori info a breve). E saranno più del doppio rispetto all’anno scorso le compagnie presenti, tra cui segnalo b a b y g a n g, Carrozzeria Orfeo, Collettivo InternoEnki, Carullo-Minasi, Fratelli Dalla Via, Rosabella Teatro e Teatropersona. Tutte le info su www.trasparenzefestival.it.

Ci vediamo a Modena!

> Scarica il programma in pdf

> Leggi la presentazione della direzione artistica

M.E.D.E.A BIG OIL

M.E.D.E.A BIG OIL

Da Modena a Castrovillari, da nord a sud, da #trasparenze2012 a #primaveradeiteatri

Si è conclusa la I edizione di Trasparenze – Atelier della scena contemporanea, interessante esperimento tra teatro, web e territorio. La Consulta di Valutazione, che aveva selezionato gli spettacoli, ha partecipato a un laboratorio di comunicazione per giovani spettatori attivi “tra web e platea”, una sorta di #comunicateatro Under 25. L’esperimento può dirsi riuscito, con un crescendo di attenzione verso il 2.0 e verso le realtà teatrali che si sono susseguite nei giorni modenesi (guarda lo Storify del festival con tutti i tweet e non solo). Se da un lato infatti l’utilizzo attivo dei social media (sopratutto Twitter e il blog del festival) è andato sempre aumentando, dall’altro c’è stata una fortissima partecipazione agli incontri con le compagnie teatrali dopo gli spettacoli.

Laboratorio Tra web e platea [photo: ViaStella8]

Trasparenze e la Consulta (che su twitter è diventata quasi automaticamente #konsulta, stimolando sia dibattiti sugli spettacoli che momenti di divertimento) non si fermano ma rilanciano: a fine festival sono stati resi noti i nomi delle compagnie selezionate per le Residenze 2013 (Babygang, Opera e Silvia Girardi) che vedranno ancora una volta Modena e la Consulta impegnati nel tentativo di individuare nuove conessioni tra giovani, territorio e teatro contemporaneo. In questa settimana di festival i risultati si sono visti già: attraverso Twitter e la Tag Cloud onnipresente il 2.0 non è stato solo un tic emotivo per adolescenti e non, ma è diventato determinante sia nella costruzione di un dialogo tra generazioni che nella ridefinizione dei confini del quartiere San Giovanni Bosco di Modena, che da zona appartata si è trasformato in centro del teatro contemporaneo per una settimana.

La Consulta di Valutazione incontra Kronoteatro [photo: ViaStella8]

E dopo VolterraTeatro, SHORT THEATRE e Trasparenze fattiditeatro parte verso un’altra media partnership, quella col festival calabrese Primavera dei teatri, quest’anno dal 1° al 4 novembre. E’ previsto un twittering massiccio dalla Calabria e sabato 3 novembre alle 17.30 verrà presentato al popolo del festival il format #comunicateatro, unito a una panoramica sull’utilità di twitter negli eventi culturali. Dopo Prato, Roma, Modena e Pontedera il workshop cerca alleati anche al sud, quello di Castrovillari è il primo seme nella speranza di coinvolgere le realtà teatrali e gli operatori presenti nella realizzazione della prima edizione sotto Roma nel 2013.

Con una fioritura (forzosamente) tardiva, sboccia quest’anno a novembre la tredicesima edizione di Primavera dei Teatri. La direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca rinnova la propria volontà di tener fede alla vocazione esplorativa nei confronti della nuova drammaturgia e delle compagnie di recentissima formazione, con una programmazione che propone molti giovani gruppi e artisti emergenti, che stanno maturando un proprio originale percorso. Cristian Ceresoli e Marta Ceresoli mettono in scena La merda, spettacolo pluripremiato al Fringe di Edimburgo, con Silvia Gallerano. Una scrittura originale in cui si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle cosce e delle libertà. Even Teatro e MTM presentano in prima nazionale La ragazza al buio, scritto e interpretato dal premio Tondelli 2009, Maria Teresa Berardelli: la storia di una ragazza che, a partire da alcune immagini che hanno caratterizzato la sua infanzia e la sua adolescenza, parla di sé; per espiare la colpa di un aborto, per poter essere ascoltata e guardata, lei che è abituata, nella vita di tutti i giorni, a sparire. Kronoteatro, propone, sempre in prima nazionale, Hi mummy di Fiammetta Carena, con la regia di Maurizio Sguotti: la storia di un uomo livido, dai pensieri torbidi, incapace di avviare un percorso critico di auto comprensione che gli permetta di emanciparsi dalla propria condizione primordiale di figlio. I giovanissimi siciliani di Esiba Teatro raccontano con Cianciana, la storia di un paese mai raggiunto dalle lotte contadine, dalle logiche del potere della criminalità organizzata; una storia di povertà, arretratezza, mafia, emigrazione, esilio, partendo dalle cose più piccole tra le pieghe dell’entroterra. Il gruppo Costa/Arkadis mette in scena sul palco del festival tre tappe del progetto teatrale Manufatti Artigiani, ideato e diretto da Giulio Costa. Dedicato al lavoro dell’uomo, ha l’obiettivo di palesare il triste declino delle attività artigianali, sempre più costrette a competere con il virtuale che avanza. Il primo, Giro solo esterni con aneddoti, mette in scena una guida turistica, che con la sua ‘arte’, ci mostra l’invisibile, facendo emergere in maniera autonoma e senza commento, l’impalpabilità della cultura, il nozionismo erudito, l’aspetto gregario del pubblico. Senza titolo, è una vera e propria lezione destrutturata che rivela, con le parole, i progressi dell’umanità e, con i fatti, la natura volubile e involontariamente comica dell’essere umano. Messa in scena propone l’allestimento, l’esecuzione e lo smontaggio di una messa dalla quale emergono i manierismi della cerimonia, l’inutile sfoggio di orpelli, la potenza delle parole evangeliche, il valore di una messinscena. La corte ospitale presenta in prima nazionale Chiusi gli occhi di Oscar De Summa: il racconto di 4 vite possibili, semplici, che per un momento sperimentano un inaspettato radicale desiderio di cambiamento. 4 vite che perdono il controllo e compiono, quasi a loro insaputa, un atto estremo che li obbliga a prendere una nuova direzione: si suicidano. Biancofango racconta con Porco Mondo di Francesca Macrì e Andrea Trapani, la storia di un uomo e una donna senza nomi che nascondono, qualche cosa di ancestrale, di atavico. Eppure nessuno si stupirebbe a scoprirli silenziosi vicini di casa. Una casa che potrebbe essere ovunque.

Completano il programma artisti di maggiore esperienza, che hanno già ottenuto grande attenzione di pubblico e di critica. La compagnia Fanny & Alexander mette in scena con Discorso Grigio, di Luigi De Angelis, un misterioso Presidente alle prese, con un importante discorso inaugurale da pronunciare alla Nazione. Uno spettacolo che gioca con i luoghi comuni dell’oratoria politica, attraverso una drammaturgia sorprendente. Scena Verticale racconta con Italianesi [leggi la recensione], di e con Saverio La Ruina, una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case; la tragedia di migliaia di soldati e civili italiani che durante la seconda guerra mondiale rimangono intrappolati in Albania, oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Arpa e Teatro Pubblico Incanto presentano in prima nazionale 1954 A Danilo Dolci, di Tino Caspanello: un viaggio in treno, quel viaggio che portò Danilo Dolci in Sicilia nel 1952; un affresco lucido e agghiacciante di una società trascinata verso il perbenismo, verso un potere che soffoca e annienta l’individuo, la sua spinta alla giustizia e alla socialità.

fattiditeatro a Modena per la prima edizione del festival Trasparenze (dal 22 al 27 ottobre)

Dopo VolterraTeatro e SHORT THEATRE, terza media partnership del nostro blog con un festival teatrale. Fra pochi giorni ci spostiamo a Modena per la prima edizione di Trasparenze – Atelier della scena contemporanea. Per una settimana tutto ruoterà attorno a Teatro, Web e Territorio. Se da un lato una Consulta di Valutazione ha selezionato alcuni degli spettacoli in scena e stimolato la città con due recenti flashmob molto partecipati, dall’altro ci sarà in quei giorni un laboratorio di comunicazione per spettatori attivi “tra web e platea”. Per tutto il festival, ovviamente, utilizzeremo twitter (con #trasparenze2012) in un’ottica non solo promozionale ma anche narrativa e ludica.

Dal 22 al 27 ottobre 2012, quindi, il Teatro dei Segni e il quartiere San Giovanni Bosco di Modena si accenderanno per la prima edizione del festival (un progetto di Teatro dei Venti, ATI Teatro dei Segni e Officinae Efesti con il sostegno di Comune e Provincia di Modena, Regione Emilia-Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio). Trasparenze ruota tutto intorno all’incontro con i giovani, alla ricerca continua degli spettatori di domani. Cinque spettacoli in cartellone sono stati selezionati da una Consulta di Valutazione composta da ragazzi dei Centri di Aggregazione Giovanile del Comune di Modena, giovani tra i 16 e i 24 anni, che con passione e serietà hanno scelto tra le circa 300 proposte arrivate. Il festival ha un programma che guarda alla scena contemporanea nazionale, ma vuole sopratutto contaminare pubblico e linguaggi radicandosi nel territorio, per questo propone incursioni fuori dal teatro con eventi in luoghi cardine della vita sociale del quartiere – la Casa Protetta per anziani, la Scuola Primaria, le vicine sale parrocchiali.

Flash Mob #1 – photo: Chiara Ferrin/ViaStella8

“Il Teatro dei Venti di Modena, in risposta al persistente senso di smarrimento, cercando di non perdere mai il gusto del fare – per il Teatro e tramite il Teatro, ha stretto un sodalizio con Officinae Efesti di Napoli, con la quale ha deciso di immaginare e concretizzare un progetto di festival come laboratorio permanente ed occasione di incontro tra i linguaggi. Siamo convinti che lo scambio delle competenze e l’unione delle esperienze sia la sfida della generazione del tempo presente, un’occasione per confondersi e valutare oltre il già praticato. Il festival Trasparenze – Atelier della scena contemporanea fa tesoro dell’esperienza di Eruzioni Festival e diviene luogo di comunità temporanea. Uno spazio per valorizzazione modelli e processi creativi, al fine di stimolare una movimentazione dell’arte più dinamica e aperta dell’attuale, capace di riflettere le contemporaneità che ci sono e quelle che verranno. Non cerchiamo di scoprire qualcosa di nuovo, ma qualcosa di sommerso, quella brace sotto la cenere che tiene calda la cultura e l’arte. Il programma di questa prima edizione si compone di spettacoli, incontri, presentazioni e laboratori che abiteranno teatri, parchi pubblici e luoghi di aggregazione della città di Modena, che si vestirà per sette giorni con le aspirazioni e le visioni dei circa 50 giovani artisti ospiti. Trasparenze in fin dei conti è un azzardo, e invitiamo tutti a puntare insieme a noi!” Direzione Artistica (Agostino Riitano e Stefano Tè)

Biancofango, Kronoteatro, Riserva Canini, Teatro Magro, Zaches Teatro sono le compagnie che avranno la possibilità di mostrare i loro lavori ma anche di incontrare e dialogare con la Consulta di Valutazione e con la città di Modena. Completano il programma alcuni studi teatrali, incontri e proiezioni di documentari.

Ci vediamo a Modena!

Flash Mob #2 – photo: Chiara Ferrin/ViaStella8

#trasparenze2012 è su Twitter per un teatro partecipato

Il festival #trasparenze2012 (a Modena dal 22 al 27 ottobre), di cui fattiditeatro è media partner, da un lato cerca il dialogo con i giovani e il territorio, dall’altro s’impossessa del web come strumento di promozione, formazione e narrazione.

Leggi l’articolo completo sul blog del festival: #trasparenze2012 è su Twitter per un teatro partecipato

La Consulta di Valutazione di #trasparenze2012 [photo: Chiara Ferrin]

IAT giugno > E’ tempo di festival estivi: Roma Fringe Festival, Da vicino nessuno è normale, Inequilibrio

#ROMA

10 dom @ T. India > Oltre il teatro: il Ballo letterario europeo. Una storia da danzare in piedi con Fabrice Melquiot, Eddy Pallaro, Magdalena Barile, Lucia Calamaro, Anne Habermehl e Philipp Löhle. Sei autori – due francesi, due italiani e due tedeschi – si riuniscono all’alba intorno ad un litro di caffè con una selezione delle loro canzoni preferite. Compongono insieme una lista di dieci pezzi, riprendono un caffè ed elaborano il canovaccio di una storia comune che prende corpo dal luogo, dalla città, dall’umore o da un avvenimento della giornata. Si dividono gli episodi della storia da scrivere per la sera, poi, cronometro alla mano, ciascuno si mette all’opera. Regole del gioco: testi e canzoni si alternano, ciascun testo deve finire con il titolo della canzone che segue. La sera gli spettatori sono in pista e gli autori, sotto i riflettori, leggono a più voci questa storia unica, scritta a dodici mani. Gli spettatori sono invitati ad ascoltare tranquillamente ciascun testo ed a danzare follemente su ogni canzone, e non il contrario! [serata a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili]

12 mar @ T. India > Al debutto Jakob Von Gunten, progetto di Lisa Ferlazzo Natoli ispirato al romanzo omonimo di Robert Walser. Nato nel 1878 e morto passeggiando sulla neve il giorno di Natale del 1956, il grande scrittore svizzero è considerato una delle voci più originali della letteratura mitteleuropea del primo Novecento. Figura lieve ed enigmatica allo stesso tempo, Walser si iscrisse a ventisette anni a un corso per diventare servitore, dopo il quale venne assunto come cameriere nel castello di Dambrau in Alta Slesia. Nasce dunque da un dato autobiografico il romanzo Jakob von Gunten (1909), in cui il protagonista, un giovane di buona famiglia, si iscrive all’Istituto Benjamenta, una scuola per servitori, dove non si insegna apparentemente nulla e dove gli studenti si dedicano alle pulizie o mandano a memoria brani di un insulso manuale d’educazione. [fino al 17]

Jacob Von Gunten

12 mar @ T. Belli > Al via l’edizione 2012 del Garofano Verde, tra i vari spettacoli/letture e mise en espace segnalo Quelle due ovvero La calunnia di Lillian Hellman con Carolina Crescentini; Magdalene del Piccolo Teatro d’Arte di Torino; un doppio intervento di Massimo Verdastro su testi di Antonio Tarantino, con una rappresentazione, Nel museo, che costituisce un frammento del primo dei cinque capitoli componenti lo spettacolo Satyricon – Una visione contemporanea, cui s’aggiungerà Il fanciullo di Pergamo, riscrittura della favola petroniana; la voce solista di Maria Paiato, protagonista del reading Manifesto per l’eliminazione del maschio di Valerie Solanas. Infine David Foster Wallace, il cui racconto Lyndon ha ispirato Andrea Baracco nella riscrittura e la messinscena di Johnson – Nelle stanze del Presidente con Paolo Bonacelli. [fino al 1 lug]

14 gio @ Angelo Mai > TUTTO TONY, MUCHO CLIFTON. Tre appuntamenti con i Tony Clifton Circus nei quali “i clown più odiati dalle mamme italiane”, ripropongono gli spettacoli del loro repertorio e presentano il lavoro di musicisti internazionali incontrati nel corso delle tournée europee. Il 14 TOMA ROMA, Post-Aperitivo Anarcotico, un insieme performativo e spensierato di parole, musica e provocazione, con il quale Tony Clifton Circus inizia una nuovo percorso alla ricerca del senso dello stare in scena. A seguire LOOPSTATION ONE MAN JAM, il concerto del berlinese RICOLOOP, genio della sperimentazione musicale e sommo sacerdote della Loop Station. Il 20 sarà la volta di RUBBISH RABBIT, lo spettacolo storico del TCC, un frenetico gioco in cui parole e azioni si rincorrono in una corsa a perdifiato, per lo spettatore un susseguirsi implacabile di risate e tensione, un misto di comicità, ritmo e idiozia trasformata in pensiero. La serata vedrà anche il ritorno dell’indescrivibile duo belga giapponese ALEK ET LES JAPONAISES, con ELECTROPICAL MUSIC. Ultimo appuntamento il 28 con XMAS FOREVER, La Morte di Babbo Natale, spettacolo allo stesso tempo esaltante e drammatico, decadente e luccicante, nel quale il vecchio più amato dai bambini di tutto il mondo si trasforma in un esilarante terrorista. A chiudere e fino a notte fonda la festa finale con il Dj Set di FUJIKOLOR (MARGOT & SILVER BOY). [anche 20 e 28]

La morte di Babbo Natale

23 sab @ Villa Mercede > C’è grande attesa e curiosità per la I edizione del Roma Fringe Festival, 54 spettacoli in programma. [fino al 15lug]

#MILANO

4 lun @ T. Sala Fontana > LA CASA DI BERNARDA ALBA di Federico Garcìa Lorca, regia di Raffaella Boscolo. L’estremo capolavoro di García Lorca, completato nel giugno 1936 pochi mesi prima di essere fucilato dai nazionalisti. Già nel titolo Lorca comunica il carattere dominante del suo personaggio, Bernarda, padrona della casa e padrona e signora di quelli che la abitano con lei. Alla morte del secondo marito, impone alle figlie il rispetto assoluto del lutto, impedendo loro qualsiasi contatto con il mondo esterno. Un impianto da tragedia greca per uno spettacolo al femminile, diretto da Raffaella Boscolo che ha frequentato molti testi tragici e a quelle interpretazioni attinge la sua visionarietà per raccontare la deformazione dei rapporti familiari di Bernarda e le sue cinque figlie. La comunità ristretta in cui sono chiuse produce effetti catastrofici trasformando le protagoniste in iene, belve, felini incattiviti dall’invidia, dalla gelosia, dal possesso. Una sorta di cannibalismo prodotto dalla chiusura dei rapporti sociali e dalla insofferenza a “quel convento” in cui sono recluse dalla madre. [fino al 16]

5 mar @ T. Out Off > Phoebe Zeitgeist Teatro presenta LA GIORNATA DI UNA SOGNATRICE di Copi. La giornata perfetta che Gianna, la protagonista, tenta di costruire risulta impossibile e caricaturale grazie ad un testo paradossale e vorticoso e a personaggi che piombano in scena a disturbare e a interrompere, a finire e a ricominciare, che si propongono di continuo irrazionalmente e, irridendo alla logica dei fatti e della vita, scatenano tutte le forze d’illusione e disillusione che solo il teatro può generare. La routine è rappresentata come una beffarda e inalienabile forza centrifuga che muove alla reiterazione di una quotidianità da riempire di sogni, posticci sentimentalismi e buffe aspirazioni alla felicità, che sono una tragicomica distrazione dal vuoto dell’esistenza. [fino al 10]

6 mer @ T. della Cooperativa > L’INNOCENZA DI GIULIO – Andreotti non è stato assolto di e con Giulio Cavalli, regia Renato Sarti. “Speravamo bastasse esercitarla, la memoria, perché non ci scippassero la Storia. Oggi ci tocca smentirla. Giulio Andreotti è stato al centro della scena politica italiana per tutta la seconda metà del XX secolo. Sempre presente nell’Assemblea costituente e poi nel Parlamento dal 1948; la storia umana di Giulio Andreotti si lega alla storia della politica italiana. Oggi Andreotti è l’icona di un “martirio giudiziario” con oscuri fini politici che ce lo raccontano assolto. Nella sentenza si legge: «Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione». Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione), Andreotti avrebbe potuto essere condannato in base all’articolo 416. La storia, comunque, dice che Andreotti si è seduto al tavolo della Mafia. E come, dove, con chi e “presumibilmente perché”, va raccontato” (GC). [fino al 12]

7 gio @ T. Elfo Puccini > Corpo feroce: 3 appuntamenti con Balletto Civile. Il Sacro della primavera, da Igor Stravinskij; Col sole in fronte e L’amore segreto di Ofelia [sotto il tweet] di Steven Berkoff. [fino al 17]

12 mar @ T. Elfo Puccini > Kronoteatro in PATER FAMILIAS_DENTRO LE MURA di Fiammetta Carena. Il racconto di uno scontro generazionale tutto al maschile dove si fronteggiano un padre vedovo, un figlio aggressivo dall’identità incerta e un branco spietato di giovani di buona famiglia che si omologano ai riti e ai miti del consumismo. È la seconda tappa di una trilogia dedicata al tema della “familia”. Un teatro violentemente fisico dove il corpo la musica e la parola si fondono insieme alle immagini per raccontare storie che partono da lontano, dal passato, dal mito e che poi arrivano alla contemporaneità. [fino al 17]

Pater Familias Dentro le mura – photo: elfo.org

12 mar @ FONDAZIONE MUDIMA > PHOEBE ZEITGEIST APPARE A MILANO. Azione di strada. Video-foto installazione teatrale abitabile da Blut am Hals der Katze (Sangue sul collo del gatto) di Rainer Werner Fassbinder a cura di Giuseppe Isgrò. “Scena da boulevard. Phoebe Zeitgeist siede immobile in una poltrona. Dall’altoparlante si ode una voce maschile: Phoebe Zeitgeist è stata inviata sulla terra da una stella lontana per scrivere un reportage sulla democrazia tra gli uomini. Ma Phoebe Zeitgeist ha qualche difficoltà: non capisce il linguaggio umano benché ne abbia imparato le parole”. Questo è l’incipit di Sangue sul collo del gatto che tematizza l’inaffidabilità e l’insufficienza del linguaggio in un’epoca dove l’incomunicabilità è il principale sistema di relazione tra gli uomini. Il personaggio di Phoebe Zeitgeist, una sorta di “aliena-sociologa” inviata sulla terra, ha già nel nome un particolare significato simbolico. La sua funzione è quella di far emergere lo zeitgeist in cui è atterrata. La compagnia teatrale Phoebe Zeitgeist Teatro ne ha fatto il suo manifesto poetico e, per celebrare il trentennale della scomparsa del suo autore, lo ha “tradotto” in una performance e una installazione video abitabile. [fino al 22]

12 mar @ Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini > Riparte il festival Da vicino nessuno è normale. Alcuni degli spettacoli in programma: MURI – prima e dopo Basaglia con Giulia Lazzarini testo e regia Renato Sarti; LOLA POLIO di Gianluca De Col; INCANTATI di Teatro delle Albe; DUE LUPI [sotto il tweet] di Virgilio Sieni; ROBERTA TORNA A CASA di Cuocolo/Bosetti – IRAA Theatre; IL CASTELLO di Giorgio Barberio Corsetti e Fattore K; REALITY [leggi la recensione] di Tagliarini/Deflorian. [fino al 28lug]

#TOSCANA

12 mar @ Rocca di Staggia Senese (SI) > Al via il XVI Festival Internazionale delle Ombre con, tra gli altri, Lev di Muta Imago [leggi la recensione] e Italianesi di Saverio La Ruina [leggi la recensione]. [fino al 16]

29 ven @ Castello Pasquini di Castiglioncello (LI) e altri luoghi > Inequilibrio 2012.