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www.fattiditeatro.it tra #Trasparenze2013, #comunicateatro e #retecritica

Immagine viral per #trasparenze2013

Immagine viral per #trasparenze2013

Notizia del giorno: ho finalmente comprato il dominio http://www.fattiditeatro.it, a breve nuove email e prima o poi restyling del blog!

Reduce dalla straordinaria esperienza di #Trasparenze2013 a Modena (leggi il post di chiusura sul blog) si riparte con #comunicateatro. Già da ieri la versione TRAINING a Milano (da dove scrivo), il 16 e 17 novembre quella “open” a Salerno (saremo prestissimo online, per info scrivi a info@hubofficial.it).

Intanto a Taranto (qualche tweet a questo link) nell’ambito del festival stArt up teatro 2013 – svoltosi dal 26 al 28 settembre scorsi – sono stati resi noti i voti della prima tranche di Rete Critica. Le preferenze di fattiditeatro sono andate all’artista Marta Cuscunà, al progetto Art You Lost (leggi un’intervista) e alla compagnia di danza Balletto Civile. Durante l’incontro Ossigenarsi a Taranto inoltre, sono state presentate le attività del blog. Il premio Rete Critica sarà annunciato anche quest’anno a Vicenza durante il Laboratorio Olimpico. Nell’occasione terrò un talk Teatro e Twitter: un dialogo possibile? (clicca per vedere il pdf col programma completo degli eventi) Segui la diretta con #retecritica.

Tra i numerosi spettacoli visti a Taranto, mi preme segnalare Rock Rose Wow di Daniele Ninarello e Quintessenze di ResExtensa: due spettacoli di danza, il secondo in prima nazionale.

I tre corpi mossi da Daniele Ninarello (anch’egli in scena) si muovono come figure solitarie. In una danza egocentrica che riesce però a riempire la scena come un moto unico. Anche nei momenti in cui i corpi lo fanno con egoismo, al limite della prevaricazione. Un lavoro ben costruito che tramuta in danza tutta la solitudine dell’uomo contemporaneo. Visto alla Sala Tatà del Teatro Crest, nel Quartiere Tamburi alle pendici dell’Ilva che sbuffa allo stesso tempo sorniona e minacciosa.

Quintessenze di ResExtensa (una delle compagnie residenti del progetto Teatri Abitati che ha promosso l’incontro sulle residenze teatrali durante il festival) è un lavoro più corale che propone anche elementi scenografici. Corpi atletici lottano nel fango, cercano l’incontro. Visto nelle chiesetta San Francesco, nel cuore dell’affascinante e decadente città vecchia di Taranto: una location prestigiosa, teatro il giorno prima di Visitazione Taranto di Virgilio Sieni, che accende l’emozione.

Per concludere, segnalo un recente articolo su KLP da Benevento Città Spettacolo, e ricordo che fino al 20 ottobre è in scena al Teatro della Cometa Week End di Annibale Ruccello con Margherita Di Rauso.

Mackie Messer #5 > Su Giorni felici, Rete Critica, CRESCO, Ubu

Come immaginavo: non riesco a star dietro a MM settimanalmente, la settimana scorsa ho saltato e questa siamo già a mercoledì. Son stato travolto da impegni per l’apertura del b&b (photo, trovate altre stupende foto sulle pagine di Air B’n’B della camera 1 e della camera 2), son stato in Toscana a vedere Magelli e Barba, son stato via il fine settimana.

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Vabè poco importa, ci sono alcune cose che volevo raccontare:

1. Splinder (il portale che ospita questo blog) chiude baracca. L’ho scoperto 2 giorni fa mentre stilavo lo IAT. Spero di riuscire a fare un redirect da qualche parte, ho tempo fino al 31 gennaio. Avrei tanto bisogno di un webeditor che mi aiutasse su questa e altre faccende ma trattandosi di volontariato è difficile chiedere troppo. Però ve l’ho scritto, quindi se vi va fatevi avanti! 😉

2. Si è concluso il Premio Rete Critica a cui ho partecipato. Ho dato un primo voto a Romaeuropa festival, Teatro del Sale di Firenze e Francesca Pennini/Collettivo Cinetico, al ripescaggio ho sostenuto anche l’Angelo Mai. Poi al secondo turno ho confermato la mia preferenza per Francesca Pennini. Purtroppo non ho potuto votare il ballottaggio finale (Menoventi vs ricci/forte) perchè non ho mai visto in scena la compagine faentina. Avevo, un po’ provocatoriamente, denunciato il fatto che il ballottaggio potesse diventare una sentenza pro o contro ricci/forte dato che il duo gode di un consenso pressochè totale in rete (sopratutto grazie ai loro fan molto attivi su social network e non solo) ma sono osteggiati da certa critica e da certe aree teatrali perché rei – secondo questi ultimi – di essere ripetitivi e modaioli.
Infatti alla fine hanno vinto i Menoventi [photo: menoventi.com] (sarà un caso?), mi dispiace per Gianni e Stefano (che a me nonostante tutto piacciono), faccio i complimenti a Alessandro, Consuelo e Gianni che spero di vedere all’opera al più presto. Mi sembra un premio assegnato con coerenza da parte della critica web per una compagnia giovane e innovativa (così dicono). Una vittoria tutt’altro che scontata (io avevo previsto un’affermazione del Teatro Valle Occupato) e per questo (e non solo) mi sembra che l’esperimento Rete Critica sia riuscito. Ci vediamo ai Premi Ubu per la consegna del premio!

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3. A proposito di Premi Ubu, sono state rese note le nomination della prima edizione post FQ. Non mi sembrano particolarmente rivoluzionarie, dato che circolano sempre i soliti nomi. Comunque sia è già una notizia che i premi continuino, senza il loro patron storico e con il sostegno di UniCredit. Dato che non voto, mi permetto di dare le mie faziosissime e frivolissime preferenze commentate:

ubu disegno

Spettacolo dell’anno: faziosissimamente Hamlice (che è anche l’unico che ho visto)
Regia: ho visto solo Martone ma non mi pare da Ubu quindi non lo voto. Il mio voto, così su due piedi, va a Paolo Magelli per Giochi di famiglia
Scenografia: sempre i soliti, ho visto solo Loretta Strong e voto Daniela Dal Cin.
Attore: ho visto solo Carmine Maringola che voto.
Attrice: non ho visto gli spettacoli ma voto Federica Fracassi e Daria Deflorian ex aequo sulla fiducia
Attore protagonista: Luca Micheletti perchè mi è piaciuto lo spettacolo.
Attrice non protagonista: Federica Santoro, ma lo spettacolo non l’ho visto
Nuovo attore o attrice: Isabella Ragonese, anche se mi pare forse un po’ troppo vip per gli Ubu (vedi Volo ecc.)
Migliore novità italiana: la Trilogia degli occhiali (anche qui è l’unico che ho visto ma lo voto).
Migliore novità straniera: qui non mi esprimo perché non ho frequentato questi spettacoli.
Migliore spettacolo straniero presentato in Italia: Brook mi è parso alquanto noioso (si può dire?), Lepage non l’ho visto. Voto Vollmond anche se l’ho visto solo in video.
Premi speciali: Prospettiva, Rai Radio 3 e Virgilio Sieni.

4. L’altra notizia della settimana è che sono stati resi noti i i risultati dell’indagine RISPONDI AL FUTURO sui lavoratori dello spettacolo promossa da C.Re.S.Co. I risultati sono a dir poco agghiaccianti. Un teatrante su due guadagna 4/5000 euro all’anno. Cifre vergognose, ma dove vogliamo andare? Invece 1 su 10 ovvero la casta del teatro guadagna in media 34500 euro, senza contare i soldi che non guadagnano ma gestiscono attraverso scambi, favori a amici ecc. (ovviamente generalizzo ma credo che ci sia più di un fondo di verità). Insomma Rispondi al futuro è una sentenza senza futuro. Il Cresco farebbe meglio a chiamarsi De-cresco e non scherzo tanto a dire che ormai questo è un mestiere che puoi fare quasi solo per hobby. Forse sarò troppo pessimista, mi auguro che questi dati smuovano qualcosa.

Cari saluti e a presto
Simone

Mackie Messer #2 > Nella Rete dei critici ;-)

fattiditeatro partecipa a Rete critica, il primo premio teatrale della rete. Più volte ho detto e scritto di non considerarmi un critico, un po' perché mi intristisce la parola e poi anche perché non sono giornalista e ho sempre scritto gratis (come molti credo), purtroppo! Non ho nemmeno gli strumenti per analisi troppo approfondite sugli spettacoli. E sono pure di bocca buona ovvero apprezzo molti degli spettacoli che vedo. Che ci devo fare? 😉
Ma sopratutto, ciò che cerco di comunicare attraverso questo blog, l'Invito A Teatro, le tweet-recensioni e gli articoli che mi pubblicano su Krapp's Last Post è un approccio "leggero" ad un'arte che è già resa abbastanza pesante dall'autoreferenzialità e dall'egocentrismo di molti artisti.
Per questo mi piacciono i premi. Perché sono un gioco. Ho avuto l'onore di partecipare per un anno (insieme ai critici veri!) ai Premi Ubu e confesso che, oltre al prestigio di far parte di quelli che decidono a chi assegnare i premi più importanti del teatro, mi sono divertito un sacco.
Certo, fare il critico non è male, sopratutto quando ti invitano ai festival e ti mettono all'ingrasso a pranzo e a cena, con copiosi pasti pagati dagli enti locali di turno che sovvenzionano, ma non voglio fare troppe polemiche, anche se ricordo ancora quel mio amico critico che andava solo ai festival dove oltre all'alloggio era compreso anche il vitto. Strano criterio di scelta.
Tornando a Rete critica, apprezzo l'operazione promossa da Oliviero Ponte di Pino, Massimo Marino, Andrea Porcheddu e Anna Maria Monteverdi e ho risposto subito all'appello perché reputo un onore per il mio blog stare accanto al top della critica (ma non c'è un altro nome?! ;-)) on-line, la quale a sua volta da anni è diventata molto più viva, acuta e competente rispetto alla moribonda critica cartacea.
Inoltre, sottolineo che ho accettato perché mi diverto moltissimo (così come mi diverto a votare il mitico Last seen di KLP) a dare voti qua e là, anche se al momento non ho idea a chi dare le mie preferenze.
I "rumors" dicono che ci sia una fronda di critici perplessa che si fa domande sul premio del tipo: perché l'ennesimo premio, qual'è il suo valore, i giochi di potere, web sì web no, insomma papiri di frasi noiose che confermano quello che penso: quando i critici si INCRITICHISCONO (e qui cito ancora Krapp, che suppongo abbia una visione simile alla mia) diventano veramente pesanti.
Credo che sia quasi impossibile nel 2011 campare facendo il critico teatrale, e forse è anche giusto dato che il teatro rappresenta (purtroppo) una percentale bassisssima nelle priorità degli italiani, il teatro contemporaneo è forse il 10% di quella percentuale, la critica teatrale sul teatro contemporaneo è quindi una goccia nell'oceano. Il suo ruolo nel teatro è minuscolo, semplicemente perché è povera rispetto a quelle 50 persone che il teatro davvero lo comandano, ovvero quelli che fanno girare i soldi, direttori di teatri stabili e di circuiti regionali per primi. Insomma contiamo quasi zero, cerchiamo almeno di risultare simpatici.
Il premio sarà consegnato a dicembre, potete seguire le votazioni sulla pagina facebook di Circo critico.

Take it easy maaan! Con tutta la leggerezza possibile..
sp

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